M. Hamid, L’ultimo uomo bianco

Lo stavamo aspettando con ansia, e infine eccolo qui: a distanza di sei anni da Exit West, il nuovo romanzo di Hamid è uscito, pubblicato in Italia da Einaudi. Non starò certo a ricordarvi quanto scrive bene lui, vorrei piuttosto farvi notare come da Il fondamentalista riluttante questo autore non abbia sbagliato un colpo. Con schiettezza, e in pochissime pagine, riesce a ribaltare costrutti sociali e mentali. Si potrebbe dire che L’ultimo uomo bianco parli di una strage: quella di tutti i bianchi della terra che stanno, letteralmente, diventando neri, all’inizio dilaniati da rabbia e frustrazione, ma sul finire riappacificati con il mondo grazie a un innato orgoglio black. Hamid non perde troppo tempo a spiegarci il perché; è il tipico uomo simpatico e schietto che davanti alla domanda “Ehi ciao, tutto bene?”, ti risponde “no”, perché non va mai tutto bene. In libreria è sul banco novità, e penso lo lascerò lì per un po’.

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